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giovedì 21 settembre 2017

Il Palazzo del ghiaccio di Milano

 

Oggi il Palaghiaccio lo conosciamo tutti, ma in pochi sanno che una volta, a Milano, c’era lo storico e meraviglioso Palazzo del Ghiaccio di Via Piranesi.

 

Fu inaugurato il 28 dicembre del 1923 per volere del campione nazionale di pattinaggio, il conte Alberto Bonacossa, uno dei membri della famiglia che hanno poi fondato “La Gazzetta dello Sport”. Grande appassionato sportivo, Bonacossa (vedi biografia) fu uno dei fondatori dell’Hockey Club (di) Milano.

 

Va ricordato che i primi a gestirlo fu la prestigiosa azienda, ormai scomparsa, “Brigatti tutto per tutti gli sport”, fondata nel 1884. Chiuse i battenti nel 2002.

 

L’impianto, splendida palazzina in stile Liberty, dopo la seconda guerra mondiale divenne uno dei principali luoghi d’attrazione per tutti gli amanti degli sport invernali, e non solo. Sulla pista coperta, all’epoca la più grande d’Europa, si svolgevano, oltre al pattinaggio e all’hokey, eventi di ogni genere.

 

In ottanta anni di attività, il Palazzo ha ospitato molti dei più importanti appuntamenti agonistici milanesi, non solo su ghiaccio, ma anche di pugilato, scherma e pallacanestro; è stato inoltre sede di attività sportive amatoriali, eventi di intrattenimento, sfilate di moda e proiezioni cinematografiche. Memorabili anche i concerti, tra cui, il debutto assoluto di Adriano Celentano al “Festival Italiano del Rock and Roll” del 1957, la “Sei giorni della Canzone” con Mina nel 1959 e le esibizioni di celebri voci come quelle di Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Luigi Tenco.

 

La sua struttura in ferro, legno e vetro rappresentava una perfetta fusione di virtuosismo architettonico e rigore ingegneristico. Oggi ne rimane solo la resina bianca del pavimento. Il palazzo fu venduto e poi trasformato in uno spazio per l’organizzazione di eventi.

 

 

 

 

 

 

Al di là della pista di pattinaggio, via Piranesi, aveva un legame molto più stretto con il ghiaccio.  Proprio lì’, infatti, a fine ‘800 furono smistate le merci che provenivano dai mercati e che dovevano essere smistate all’Ortomercato della città. 

 

Il luogo fu scelto per la presenza dei Magazzini refrigeranti che permettevano la conservazione delle merci dove i milanesi si rifornivano di ghiaccio fino alla seconda metà dell’900, o aspettavano il passaggio del “carr del giazz”, quando il complesso fu trasformato in una grande fabbrica con macchinari all’avanguardia per  la produzione dello stesso.

 

Oggi quella struttura c’è ancora: sono i Frigoriferi Milanesi, dove si promuovono varie iniziative tra queste sportive, culturali, artistiche.

 

 

 



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